ItinerariSpagna

Con il camper in avaria, nel nulla spagnolo

Terza tappa del nostro viaggio in giro per la penisola Iberica SAREBBE dovuta essere Cabo de Gata, un promontorio affacciato sul mare mediterraneo della regione Andalusa. Pieni di entusiasmo e con tanta voglia di sole e di mare, siamo partiti quindi da Valencia a bordo del nostro magnifico Ecovip in direzione Sud. Ma come accennato sul post “Sbarco a Barcellona con il Camper” la vita a volte ti sorprende e a noi ultimamente direi che ci sorprende spesso.

Eccoci giunti, insomma, all’infausto giorno, a quando, al nome del nostro amato camper “Oliver”, abbiamo aggiunto un cognome: “due la vendetta”! E le cose sono andate più o meno così.

Oliver in attesa del meccanico
Oliver in attesa del meccanico

Percorrendo l’autostrada spagnola a 100 chilometri l’ora con un filo di gas, verso l’ora di pranzo decidiamo di fermarci a mangiare alla prima occasione. A un certo punto vediamo lungo la parallela che correva a fianco dell’autostrada, l’insegna di un ristorante. Alla prima uscita ci dirigiamo verso l’insegna. Ma il Ristorante è chiuso e sembra pure chiuso da un bel po’ di tempo…

Riprendiamo così la N344 per andare a rimboccare l’autostrada ma… subito dopo essere entrati nella rotatoria dalla quale parte lo svincolo autostradale, ci arriva improvvisamente un rantolo dal motore che non promette niente di buono. Nella “jella” (sfortuna, per i non romani), la fortuna è che non abbiamo ancora imboccato nessuna direzione, quindi alla velocità di 20 chilometri orari ci portiamo di nuovo sulla N344 fermandoci 100 metri dopo il rantolo.

Max spegne il 2800jtd. Ci guardiamo senza parlare disperati. Lui scende, guarda sotto la cabina, apre il cofano, mi dice di rimettere in moto, giro la chiave con la speranza che ci siamo sbagliati, che magari era una buca, oppure lo stereo, o il cocker che si era stufato di viaggiare o chissà cosa. Ma il rantolo c’è, persiste, e si capisce benissimo che viene dal cuore del motore.

Spengo e scendo anch’io dal camper. Realizziamo di essere nel nulla. E chi vuoi che passa nel nulla? Nessuno. E ti credo che ha chiuso il ristorante dico io. Salgo di nuovo su Oliver cerco il numero di Allianz e chiamo per il soccorso. Dove siete? Chiede l’operatore. Tra Jumilla e Hoya del Campo

Il carro attrezzi arriva dopo circa un’ora e il tipo cerca di farci capire che ci porterà ad una officina di Cieza, che ora è chiusa e non aprirà fino a lunedì. Perché chiaramente il 2800jtd si è rotto di sabato all’una. Quando tutte le officine sono chiuse. Arrivati nel nulla del nulla, cioè all’officina nella “zona industriale” di Cieza, il tipo del carro attrezzi scarica il camper fuori dal meccanico chiuso e ci chiede in quale albergo vogliamo andare.

Figuriamoci se molliamo Oliver il camper, la nostra casa, il nostro sogno su ruote, da solo, esposto a chissà quale atto vandalico, alla mercè del deserto spagnolo, per 2 giorni e con tutte le nostre cose. Decidiamo di rimanere sul camper e di aspettare il lunedì mattina l’apertura dell’officina. 

Il paesaggio nei pressi dell'officina di Cieza
Il paesaggio nei pressi dell’officina di Cieza

Ma ecco che verso le 6 del pomeriggio, mentre il crepuscolo lascia spazio al buio della notte iberica, mentre giochiamo la centesima partita a burraco ormai convinti che nulla può salvarci dall’essere inchiodati in un posto come questo almeno altre 48 ore, ecco che arriva Josè. Il meccanico.

“Accendi il motore che Josè magari capisce subito di che si tratta”. Effettivamente, conferma, si è rotto qualcosa nel motore. Forse il pistone. Ma per saperlo deve aprire il motore e prima di lunedì non si può. Si certo che ci può far mettere il camper dentro l’officina, ma dove dormiamo? Ci può chiamare un taxi, ma vista l’ora, ormai si sono fatte le 7, è meglio dormire in camper e andare a Murcia il giorno dopo. In hotel. Tanto più che l’assicurazione ci ha confermato che la nostra polizza in questi casi prevede 4 notti in albergo a spese di Allianz più il noleggio di una macchina in sostituzione. Almeno questa magra consolazione.

La mattina ci svegliamo con la pioggia. Aspettiamo Josè gli consegniamo il camper e partiamo per Murcia. Città di cui non avrei manco saputo l’esistenza se non succedeva quello che proprio non doveva succedere. Murcia, dà il nome all’intera regione, ed è piccola e piuttosto carina, e comunque molto meglio di Cieza che praticamente non esiste.

A questo punto riassumo brevemente lo svolgimento dei fatti. Il martedì mattina veniamo informati  che si è rotta una valvola del motore. Una spesa all’incirca di 1800 euro… Per “fortuna” alla fine saranno 1400 e anche se sono tanti soldi, è sempre meno del primo preventivo. Dipende dal costo dei pezzi di ricambio e dalla mano d’opera che è tanta. Josè ci potrà restituire il camper solo sabato mattina. Diamo l’ok a Josè perché non abbiamo scelta. Dobbiamo reagire. Affittiamo una macchina tramite l’assicurazione e il mercoledì partiamo per Mazarron, località di mare a sud di Cartagena, dove ci siamo affittati una casa su airbnb. 15 euro a notte…

La riflessione se nell’epoca di airbnb e di ryanair il camper non sia uno dei mezzi più costosi per viaggiare viene automatica. Di certo non è il più economico. Ma vuoi mettere la libertà di partire quando ti pare? Di non dover prenotare? Di fermarti quando vuoi? Di svegliarti una mattina al mare e un’altra in montagna? Di avere casa tua praticamente dietro? Di sceglierti il panorama? Di andartene se non ti piace un posto? Di non dover chiedere a nessuno se accettano il cocker?

Per fortuna la casa di Bernt (tedesco) è molto bella anche se sta in un residence tipo villaggi turistico, ma essendo fuori stagione non c’è un’anima. Mazarron non è male e gli unici frequentatori del luogo sono inglesi, francesi e tedeschi. E, cosa che ci ricarica di un po’ di ottimismo, c’è il sole. Benjamin però è stralunato.

A Mazarron abbiamo aspettato pazientemente la telefonata di Josè per poterci andare a riprendere il camper. Alla fine della storia devo dire che siamo stati fortunati, Josè si è dimostrato onesto e ha fatto un ottimo lavoro. E’ un bravo meccanico e Oliver 2 la Vendetta ringrazia.

Vorrei solo aggiungere una cosa che mi ha davvero stupita: quando Benjamin ha rivisto il camper ha guaito, non si è capito se di gioia o di disperazione, trascinandomi verso la porta della cellula tirando al guinzaglio come un pazzo ha voluto a tutti i costi salire a bordo per primo.

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