FranciaItinerari

Epilogo non previsto di un viaggio in Francia con il camper

Non perdere i primi due capitolo del viaggio in Francia con il camper!

 

Ed eccomi in braccio all’addetto al soccorso surfisti a spiegare che “No, non sono stata colpita da una tavola da surf” e aggiungo “Je suis tombè dans un trou!” In italiano “sono caduta in una buca”. Raggiunta la casetta del pronto soccorso, dopo attenta osservazione, mi consigliano di mettere del ghiaccio sul piede, di non poggiarlo e di vedere come va. Se fra un paio di giorni non migliora andare in ospedale.

Quindi ci tratteniamo al Camping Bathurt un altro giorno. Poi, in preda ad un attacco di ottimismo ingiustificato, decido di proseguire il viaggio nonostante salti su un piede per muovermi. L’altra metà dell’equipaggio umano tenta di farmi ragionare affermando che sarebbe il caso di rientrare in patria. Ma io non voglio proprio sentir parlare di ritorno. Così sconfiniamo in Spagna. E piove. Il giorno dopo prendo atto rassegnata che il piede non ha alcuna intenzione di collaborare e quindi rientriamo in Francia.

Confine Francia Spagna
Confine Francia Spagna

Seguendo, abbattuti ma non troppo, una traiettoria di “ritorno non ritorno” passando per i Pirenei francesi ci fermiamo a Mauléon-Licharre, al Camping Uhaitza-Le Saison. Bel campeggio con ampie piazzole vista fiume. I gestori del camping ci danno informazioni sull’ospedale più vicino. Il Centre Hospitalier de Saint Palais. Siamo vicino a Lourdes…

Ingresso Camping Uhaitza-Le Saison
Ingresso Camping Uhaitza-Le Saison

Accettazione al pronto soccorso, veloce, medici gentili, spiego cosa mi è successo e mi spediscono in radiologia. “Nessuna frattura”, conclude alla fine il medico con un certo cipiglio e si raccomanda che devo cercare di camminare un pochino nonostante la distorsione per evitare complicazioni alla circolazione sanguigna. Mi prescrive un tutore per la caviglia.

Anticipo subito che la diagnosi si è rivelata in seguito una toppa francese… in realtà mi ero fratturata eccome l’osso del calcagno e col passare dei giorni Oliver è andato trasformandosi definitivamente in ambulanza, Benjamin in infermiere e Max in tuttofare.

Benjamin attento infermiere
Benjamin attento infermiere

Comunque ovviamente sul momento prendiamo la notizia per buona e festeggiamo la non frattura! Torniamo al Uhaitza dove attraverso il vetro panoramico del camper, osservo il fiume che scorre bellissimo a pochi metri da noi. Ma per me evidentemente irraggiungibile.

Mi sembra superfluo dire che questo viaggio non è andato esattamente come doveva andare. Aggiungo che per ovvie ragioni, dall’incontro con la buca in poi, è stato un susseguirsi di paesaggi, strade, paesi, campeggi e aree sosta belli e meno belli osservati quasi sempre solo dalle finestre del camper.

Detto questo sottolineo che i Pirenei francesi sono molto belli e i francesi dei Pirenei sono belli anche loro. Gente con un certo carisma insomma. D’altronde sono Baschi!

Pirenei paesaggi
Pirenei paesaggi

Quindi ci siamo fatti un altro giro lungo le strade di queste montagne. Dopo esserci arrampicati per una strada non proprio accessibile per arrivarci … eccoci a Lescun presso il Camping du Lauzart fantastico posto, ma purtroppo pieno.  Proseguiamo il viaggio fino ad Urdos, al Camping Gave d’Aspe, situato su un torrente in un bellissimo contesto.

Tappa successiva è stata Capvern, dove abbiamo sostato in un camping da dimenticare, di nome Les Craowés, che sembrava un centro anziani con l’animazione per adolescenti. Per di più caro.

Il giorno seguente raggiungiamo Sommiers. Piccola cittadina tra Montpellier e Nimes. Avevamo saputo di un’area sosta economica e vicinissima al centro. Ma troviamo la piccola città stracolma di gente, c’è una festa e il solito mercato francese onnipresente. Quindi la polizia municipale non ci fa entrare in paese. Dopo svariati tentativi di raggiungere l’area per altre vie desistiamo. Il caso ma soprattutto la stanchezza, ha voluto che scegliessimo per fermarci il Camping Bon Port a Lunel. Piazzole ricoperte da un tappeto di aghi di pino. Con il risultato di ritrovarci Benjamin pieno di aghi di pino e di conseguenza il pavimento del camper altrettanto pieno di aghi di pino. Tutto ciò a carissimo prezzo… probabilmente perché in prossimità delle Camargue.

Ultima sosta in Francia, passando per l’Alpes de Haute Provence e fermandoci a nord di Valensole. A La Ferme de Vauvenières, una fattoria biologica circondata dalla lavanda con un bello spazio attrezzato per il campeggio. E qui devo dare ragione alla mia amica/collega camperista che, raggiunti i campi di lavanda con Camper Ugo, mi raccontava che a quella vista si era commossa.

Foto di Stefania Volonghi in Viaggio con Camper Ugo
Foto di Stefania Volonghi in Viaggio con Camper Ugo

In effetti, anche se il periodo di massima fioritura quando siamo stati noi era quasi finito, è stata una bella emozione ritrovarsi avvolti dalla distesa di campi di lavanda e dal profumo intenso.

La mattina dopo partiamo intenzionati a raggiungere il nostro bel paese: sosta prevista in Piemonte a una quindicina di chilometri dopo il confine. Oliver percorre la via del ritorno con la stessa grinta dell’andata e superato il Colle della Maddalena ci fermiamo ad un’area sosta attrezzata a Ponte Bernardo. Costo 8 euro carico scarico corrente compresi e munita di servizi igienici.

A questo punto ho un attacco patriottico riguardo il confronto tra le aree sosta camper francesi e quelle italiane. Le aree sosta italiane sono generalmente più belle, più funzionali e più attrezzate delle francesi. Oltre ad essere spesso in un contesto paesaggistico non paragonabile. Almeno questo è il bilancio relativo alla nostra esperienza.

Tant’è che l’ultimo giorno di viaggio decidiamo di pernottare a Ca’ Vecchia, l’area sosta in Emilia dove abbiamo sostato la prima notte all’andata. Incredibilmente nell’area sosta troviamo anche una toilette itinerante per cani!

Toilette per cani itinerante a Ca'Vecchia
Toilette per cani itinerante a Ca’Vecchia

Non crediamo ai nostri occhi! Immediatamente affidiamo alla meravigliosa toilettatrice itinerante Benjamin, che oramai è ridotto a un groviglio puzzolente di peli. E per festeggiare il cocker tutto profumato chiudiamo il nostro viaggio in francia con il camper, nonostante tutto, con una cenetta gustosissima al ristorante di Ca’ Vecchia.

Rientro a Roma con un caldo pazzesco. Città praticamente in fiamme.

A’ la prochain! Come dicono i Galli!

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