FranciaItinerari

L’Oceano Atlantico, la Francia e una buca nella sabbia

Francia in camper: non perdere la prima parte del viaggio!

Continua il nostro viaggio in Francia in camper… ed eccoci a Biscarrosse Plage. A un’ottantina di chilometri a sud di Arès. Presso un’area sosta municipale sotto una grande pineta sul mare accanto al Camping Le Vivier. Ci siamo fermati 2 giorni a goderci finalmente la spiaggia.

Anche Benjamin ha potuto scorrazzare libero e felice. L’oceano gli è piaciuto. Lui odia il caldo e questo mare gelato dotato di venticello fresco ma non troppo l’ha apprezzato molto. Per di più, come sempre, ha trovato un’amica giocherellona con la quale scaricare la tensione del viaggio.

L’area sosta municipale di Biscarrosse Plage è un posto particolare. Offre il minimo dei servizi ma è abbastanza economica: 15 euro a notte. Non c’è però né corrente né acqua né servizi igienici vicino alle piazzole, chiamiamole, “naturali”. E c’è solo un bagno e una doccia in tutta l’area. Il carico e lo scarico ci sono ma i francesi pare che siano fissati con l’acqua e anche qui è a pagamento e contata. Quella dell’erogatore automatico dello scarico finisce subito… In ogni caso l’area Biscarrosse nel suo insieme è piacevole, molto spaziosa e forse a causa della sua aria di sosta libera ci incontri anche gente veramente fuori dalle righe!

Comunque è arrivata l’ora di rimetterci sulla strada.

Seguendo la nostra tabella di marcia ripartiamo decisi verso sud e puntiamo Vieux Boucau les Bains. Cento chilometri percorsi sotto una pioggerellina che non vedevamo da mesi. Raggiunta la località suddetta scopriamo che tutti i campeggi sono stracolmi di gente e all’insegna dell’animazione più sfrenata e l’area sosta è praticamente un parcheggio. Quindi proseguiamo sempre verso sud decidendo per il momento di cercarci un posto per mangiare.

Lungo la provinciale, dopo una decina di chilometri, un cartello attrae la mia attenzione: “La Ferme de Bathurt”. Le “Ferme” sono aziende agricole che fanno anche ristorazione, vendono i loro prodotti e alcune fanno anche sostare i camper. Così giriamo a destra su una strada secondaria seguendo le indicazioni e quando arriviamo scopriamo che è il giorno di chiusura del ristorante!

Dall’altra parte della strada c’è una piccola area camping privata sempre il Camping de Bathurt. Anche qui la reception è chiusa. Chiediamo informazioni a 2 olandesi che campeggiano sul posto e ci dicono di provare più tardi.

A questo punto proseguendo lungo la strada secondaria scopriamo di essere sul bordo di un lago, l’Etange Blanc, sulle rive del quale si affaccia il Ristorante Les Roseaux. Scegliamo un tavolo all’aperto sotto una tettoia, un po’ per Benjamin un po’ per la bellezza del paesaggio. Dal Menù capiamo che il piatto forte del ristorante è le foie gras… Non proprio il nostro piatto ideale. Però essendo a pochi chilometri dal mare hanno anche diverse proposte di pesce. Ottimo. Se capitate da queste parti non perdetelo: costicchia un po’, ma vale senz’altro una sosta.

Dopo mangiato raggiungiamo la spiaggia seguendo le indicazioni del navigatore. Lasciamo il camper al parcheggio della Plage des Casernes alla quale si arriva solo a piedi percorrendo circa 500 metri. Spiaggia immensa anche questa, ma più bella di Biscarrosse. Da qui decisamente inizia il regno dei surfisti. Decine e decine di ragazzi si esibiscono con la loro tavola colorata cavalcando coraggiosamente onde infinite. All’inizio dell’arenile c’è la scuola surf. Noi camminiamo ancora per allontanarci dalla gente e poter liberare Benjamin che freme alla vista di quello spazio infinito.

Il giorno dopo, essendoci sistemati presso il Camping Le Bathurt, torniamo a goderci l’oceano. Il tempo continua a essere perturbato ma dopo tanti giorni di caldo torrido è un piacere quest’aria fresca. Così camminiamo lungo la spiaggia gustandoci il mare e il paesaggio, ridendo delle peripezie del nostro Cocker che va giocando da un cane all’altro.

Benjamin and friend

Finché… e qui ci sarebbe molto da riflettere sul caso, sulla vita, sul karma … precipito improvvisamente con una gamba in una buca scavata nella sabbia. Buca scavata da umani. Buca profonda almeno 40 centimetri e fino a quel momento invisibile. Anche perché guardavo il cane giocare… e da lì, la catastrophe!

Nella prossima puntata, se vi interessa, verrete a conoscenza di come si è evoluta la faccenda e di quali modifiche sono state apportate al programma di viaggio a causa di una buca su una spiaggia oceanica. Saprete come crolla il mito della sanità all’estero, in particolare di quella francese… Scoprirete come Oliver si è trasformato da Camper Vintage in Ambulanza… di 2500 chilometri percorsi per imparare il senso della vita da una buca. A Bientot!

Benjamin al fresco
Benjamin al fresco
Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


Warning: Cannot assign an empty string to a string offset in /web/htdocs/www.iviaggidioliver.com/home/wp-includes/class.wp-scripts.php on line 454

Warning: Cannot assign an empty string to a string offset in /web/htdocs/www.iviaggidioliver.com/home/wp-includes/class.wp-scripts.php on line 454

Warning: Cannot assign an empty string to a string offset in /web/htdocs/www.iviaggidioliver.com/home/wp-includes/class.wp-scripts.php on line 454

Warning: Cannot assign an empty string to a string offset in /web/htdocs/www.iviaggidioliver.com/home/wp-includes/class.wp-scripts.php on line 454